La nuova Arsenal Firearms Strik B è forse una delle semiautomatiche più originali di questa stagione storica e, in riferimento all’offerta commerciale attuale complessiva, si potrebbe posizionare come agguerritissima outsider.

Di G.Tansella e A.Carparelli

A luglio l’amico Davide Ferro dell’A.S.D. AK 47 Italia ci ha dato, anche grazie all’ospitalità della  Grande Armeria Bergamasca, la possibilità di sottoporre ad una serie di prove la nuovissima Strik B, distribuita da RUAG Italia.

L’obiettivo? Saggiarne la compatibilità di alcune sue particolari caratteristiche costruttive con le esigenze di coloro che pensano all’arma corta nella dinamica degli scontri a fuoco che avvengono in Italia.

Il poligono coperto gestito da Grande Armeria Bergamasca e le munizioni utilizzate

Diretta progenitrice di quest’arma la Strike One, che all’epoca del debutto stupì per originalità di disegno, mostrando al mondo che i suoi progettisti erano riusciti a raggiungere un importante traguardo: aver indirizzato le proprie risorse creative nella giusta direzione, vale a dire nella ricerca di soluzioni tecniche concretamente correlate all’ottenimento di vantaggi nel tiro.  Queste soluzioni, nella Strik B, sono state ulteriormente sviluppate ed il risultato è un manufatto armiero più versatile, dunque apprezzabile in vari ambiti d’impiego benchè al momento non si hanno notizie relative ad impiego in ambito militare e di polizia Di seguito, dunque, una descrizione sommaria della nuova invenzione di Arsenal Firearms.

L’arma, costruita con materiali misti (acciaio e basi polimeriche tecniche), pesa complessivamente 840g, è lunga 19,3cm ed alta 13. L’ingombro laterale massimo è di 3,5cm. Lo scatto è in singola azione ed il percussore viene completamente armato nella fase di arretramento del carrello. La chiusura è la classica Arsenal.

Modifiche del sistema AF Speedlock rispetto alla Strike One: ad occhio si nota subito che l’unità di recupero poggia sul blocchetto di chiusura e non sulla canna.

La canna è lunga 10,9 cm ed ha un sistema di stabilizzazione dei proiettili a sei righe destrorse con passo di vite 1:10. Gli unici comandi manuali presenti sono lo sgancio caricatore reversibile e il comando di blocco-sblocco del carrello. Le sicure sono del tipo automatico e agiscono sul percussore e sul grilletto. L’arma è alimentata tramite caricatori bifilari da 15 colpi. Sul proprio sito web il produttore evidenzia alcune caratteristiche peculiari del prodotto. Primo posto spetta al sistema di chiusura AF Speedlock, con blocco scorrevole a quattro tenoncini che offre, in considerazione di altre soluzioni meccaniche quali il posizionamento del sistema di vincolo della canna al fusto, il vantaggio primario di ridurre la distanza tra l’asse canna e l’asse immaginario corrispondente al punto di incocco della mano forte, pari a 12mm. Ne deriva un eccellente contenimento delle coppie e delle torsioni derivanti dallo sparo. Altro vantaggio meccanico consiste nel limitare la libertà di movimento della canna. Rispetto al passato tuttavia occorre specificare che il blocchetto è leggermente modificato nel punto di interazione con il perno passante di vincolo canna/fusto e funge da elemento di tenuta per l’asta guida molla, la cui estremità posteriore vi è posta a contatto. Il secondo elemento su cui il produttore richiama l’attenzione del pubblico è il c.d. Short Reset Trigger, vale a dire geometrie di scatto tali da ridurre, dopo lo sparo, la corsa in avanti del grilletto, pari a 2,5mm, necessaria a riabilitare un nuovo sgancio del percussore.

Molto ben disegnati i comandi manuali, che tuttavia non sono completamente ambidestri

Questa soluzione facilita l’esecuzione di spari in rapidissima sequenza, tecnica largamente diffusa nelle più rinomate accademie di tiro da combattimento. Arsenal  Firearms pubblicizza poi con enfasi la funzionalità ergonomica della Strik B ottenuta tramite il particolare disegno del fusto.

Particolare dell’impugnatura con le superfici foggiate in modo da ottimizzare la presa

Poiché questo elemento è ricavato per presso-stampaggio ad iniezione l’opera dei progettisti si è concentrata sulla morfologia degli stampi, lavorati a realizzare, nelle aree corrispondenti ai punti di interfaccia con gli arti del tiratore, degli elementi che favorissero il mantenimento della presa. Si tratta, nello specifico, di protuberanze a forma di prismi triangolari a base quadrata, orientati in modo studiato: la mano forte tende infatti a scivolare su questi quando cerca l’impugnatura mentre, in caso di involontario moto contrario, ne risulta ostacolata. Il penultimo aspetto su cui è richiamata l’attenzione viene chiamato monocoque (monoscocca): pacchetto di scatto e guide di scorrimento del carrello otturatore sono racchiusi all’interno di un’unità metallica che si inserisce nel fusto. Quest’ultimo diventa dunque, dal punto di vista normativo, solo un’appendice ergonomica e, come tale, è intercambiabile, costituendo un elemento di personalizzazione.

Particolare degli incavi di presa sul carrello

Vengono esaltati infine, con il termine slide serrations, gli incavi di presa realizzati sul carrello, sia in posizione arretrata che avanzata, per facilitare le manovre di carico, scarico e d’emergenza.  Il primo incontro con la Strik B è avvenuto all’interno del poligono chiuso gestito dalla dirigenza della Grande Armeria Bergamasca ed in questa cornice, nonostante determinati limiti strutturali che hanno riguardato unicamente la libertà di allestire gli scenari a nostro pieno piacimento, è stato possibile ripercorrere il tracciato fondamentale contenuto nel protocollo di prova di Tirooperativo.it, vale a dire le prove di ingaggio meditato, quelle di tiro istintivo, quello in movimento con sfruttamento delle coperture. Ci si è mossi dunque all’interno di un grosso stanzone, completamente chiuso su tre lati, che comunque si è rivelato funzionale alle nostre esigenze in riferimento a determinate condizioni ambientali in cui ci si può ritrovare a dover combattere. Lo svolgimento dei test si è svolto senza gravi problemi ed i risultati ottenuti hanno convinto chi scrive a proseguire la sperimentazione, acquistando un esemplare d’arma, nuovo, da utilizzare.

Per tutti i mesi di luglio ed agosto, in diverse sessioni, l’arma è stata utilizzata in diversi contesti, a cielo aperto e chiuso, in modo continuativo, per consolidare le impressioni.

Il risultato di questo lavoro si sostanzia in una serie di osservazioni relative, ognuna, al comportamento dell’arma in riferimento a specifiche condizioni e manovre di tiro.

TIRO RAPIDO

Nelle sequenze rapide la Strik-B è sorprendente, a testimonianza della cura con cui è stata concepita e realizzata l’unità funzionale di scatto: la differenza tra lo sforzo necessario ad annullare la precorsa e quello occorrente ad innescare la percussione permette all’utilizzatore di percepire chiaramente il punto di sgancio mentre il reset corto è molto utile alla rapida ripetizione del colpo. Altrettanto apprezzata la stabilità, riconducibile al sistema AF Speedlock come anche all’inclinazione dell’impugnatura e allo studio della dislocazione delle masse.

TIRO MIRATO

Particolare degli organi di mira. La tacca non ha riferimenti luminescenti ma è sostituibile con prodotti personalizzati grazie a geometrie di vincolo compatibili Glock

Nel tiro mirato, eseguito su bersagli tipo CFS ingaggiati tra i 5 ed i 12m, è stato possibile ottenere buoni risultati ma, come avevamo previsto in fase di analisi, gli organi di mira sono risultati poco versatili. Tacca di mira e mirino sono robusti, ben lavorati e ben assemblati ma, essendo la prima sprovvista di inserti luminescenti, ne risulta difficoltosa, in determinate condizioni di utilizzo, l’acquisizione. Vero è che nel tiro operativo da combattimento l’importanza del tiro meditato è molto ridimensionata rispetto ad altri ambiti ma, al tempo stesso, una tacca di mira di serie di moderno disegno certo non avrebbe costituito un ostacolo.

TIRO IN MOVIMENTO

Nel tiro in movimento la Strik-B è risultata particolarmente funzionale nonostante i membri dell’equipe di prova possedessero caratteristiche biometriche, tecniche ed esperienziali diverse. Tutti si sono trovati concordi nell’apprezzare il disegno dell’arma, particolarmente congeniale all’esecuzione di manovre d’emergenza. Ci riferiamo, in modo specifico, alle dimensioni ed alla forma del carrello otturatore, che proprio grazie al disegno degli intagli di presa è risultato facile da afferrare. Simili considerazioni riguardo al comando di sgancio caricatore, di sicura affidabilità e facile da azionare sia con il pollice della mano forte che con quello della mano debole.

Il cambio caricatore si esegue con discreta facilità anche se mancano riferimenti tattili all’inserimento di quello nuovo, elementi molto utili laddove non sia possibile, per esigenze tattiche, togliere gli occhi dalla fonte di pericolo o dall’ambiente circostante.

BREVE E BREVISSIMA DISTANZA

Negli ingaggi a breve e brevissima distanza la Strik-B ha forse dato il meglio di se, rivelandosi una delle armi più performanti attualmente in commercio. Portata al fianco, soprattutto con fondina per il porto occulto, l’arma può risultare ragionevolmente discreta  e funzionale. Il raggiungimento della presa avviene più o meno rapidamente ma si apprezzano soprattutto la presenza della nervatura longitudinale nel punto di contatto con il muscolo adduttore breve del pollice e la relativa fascia che è estremamente utile, in addestramento, per esercitare, attraverso un preciso stimolo sensoriale, la memoria motrice: il contatto con questo elemento indica che il punto di presa è buono e si possono serrare le dita intorno all’impugnatura.

SFRUTTAMENTO DELLE COPERTURE

L’aumento delle difficoltà esalta non solo i singoli pregi o i difetti di un’arma ma rivela, in particolar modo, la bontà del disegno complessivo. La Strik-B, in tal senso, si è rivelata ottima e, in certi frangenti, superiore a prodotti concorrenti proposti da aziende più blasonate.

La presa corretta, come abbiamo anticipato, si realizza con facilità e in modo rapido, ci si ritrova istintivamente a puntare il bersaglio con gli organi di mira perfettamente allineati. Più spesso si utilizza la silhouette dell’arma per mirare e quest’ultima, grazie alle linee regolari, nette e spigolose è estremamente funzionale allo scopo.

Le geometrie di scatto permettono, anche nei casi immediatamente precedenti allo sparo, di evitare lo sgancio accidentale del percussore mentre, quandosi fa fuoco, le sequenze di fuoco sono rapidissime.

 

L’arma, impugnata in qualsiasi condizione e posizione, risulta sempre in assetto corretto, anche quando si passa da quello di movimento a quello di puntamento. Se si eseguono delle manovre di emergenza queste avvengono sempre in sicurezza ed in assenza di imprevisti, anche quando il contesto ambientale limita le scelte di posizionamento e postura del tiratore.

Risoluzione degli inceppamenti

CONCLUSIONI

 

Questo giovane prodotto ha senza dubbio alcune delle potenzialità impressionanti, nello sport come nel tiro operativo da combattimento. Netti i miglioramenti, anche di disegno complessivo, rispetto alla Strike One. Uno strumento di grande efficacia soprattutto alle brevi distanze. Al netto di alcune riserve sulla forza del percussore, che, nel nostro caso, ha generato alcune mancate accensioni della cartuccia, si tratta di un prodotto che brilla per innovazione tecnologica ed efficacia. Vedremo quale sarà il prezzo di vendita al pubblico quando, speriamo a breve, sarà disponibile nella distribuzione.

 

 

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